E’ argomento attuale il fatto che nella pubblica amministrazione la gestione del personale vada rivista nell’ottica della meritocrazia e dell’efficienza. Le aziende private applicano questi concetti da sempre ma non è sempre così facile e immediato. A volte ci si trova a dover gestire delle persone che dal punto di vista umano sono fantastiche ma dal punto di vista dell’efficienza e della disponibilità sono molto carenti. I datori di lavoro non sono dei robot senza sentimenti… è quindi difficile prendere determinate decisioni che vanno a ledere gli interessi privati dei dipendenti, come per esempio il licenziamento. Prima di arrivare a questo punto in genere si danno duemila possibilità alle persone, soprattutto in realtà piccole, ma spesso queste opportunità non vengono colte. In una piccola impresa i rapporti vanno spesso al di là della sfera professionale: questo da un lato rappresenta una ricchezza di crescita reciproca notevole, dall’altro lato complica i rapporti in quelle situazioni in cui il dipendente “non funziona” come dovrebbe. Queste situazioni sono molto difficili da gestire e lasciano sempre sul campo feriti gravi in entrambi gli schieramenti… non senza una profonda amarezza e senso di delusione.
Qualcuno vuole raccontare qualche esperienza di “difficile gestione”?
martedì 24 giugno 2008
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