mercoledì 17 settembre 2008

Le comunità virtuali? Una reale opportunità di creare contatti e di trovare lavoro?

Mi è capitato recentemente di chiudere una difficoltosa ricerca di personale utilizzando come ultima soluzione le reti professionali e le comunità virtuali. All’inizio non ero molto fiduciosa nella reale capacità di questi strumenti nel creare contatti utili e direi che mi sono avvicinata senza un particolare interesse per approfondire la conoscenza e le reali opportunità.
Invece a distanza di poche ore, dopo essermi iscritta e dopo aver navigato nelle varie comunità lasciando messaggi, sono stata contattata da alcune persone davvero interessanti, uno dei quali si è poi trasformato nel candidato ideale per la mia ricerca.
Da allora mi è capitato sempre più spesso di navigare in queste comunità virtuali incontrando persone già conosciute e perse di vista, coltivando nuove amicizie e nuovi contatti professionali.
Certo che quando poi ho visto le isole virtuali di Second Life, le stanze virtuali dove avvengono simulazioni virtuali di colloqui, ho avuto un attimo di smarrimento e mi sono chiesta se questa non sia l’anticamera per la scomparsa del ruolo tradizionale del selezionatore.
Saremo forse, noi, selezionatori, destinati a sparire per lasciar posto ad una fredda comunità virtuale????
Voi che ne pensate?

martedì 24 giugno 2008

Dalla parte del datore di lavoro

E’ argomento attuale il fatto che nella pubblica amministrazione la gestione del personale vada rivista nell’ottica della meritocrazia e dell’efficienza. Le aziende private applicano questi concetti da sempre ma non è sempre così facile e immediato. A volte ci si trova a dover gestire delle persone che dal punto di vista umano sono fantastiche ma dal punto di vista dell’efficienza e della disponibilità sono molto carenti. I datori di lavoro non sono dei robot senza sentimenti… è quindi difficile prendere determinate decisioni che vanno a ledere gli interessi privati dei dipendenti, come per esempio il licenziamento. Prima di arrivare a questo punto in genere si danno duemila possibilità alle persone, soprattutto in realtà piccole, ma spesso queste opportunità non vengono colte. In una piccola impresa i rapporti vanno spesso al di là della sfera professionale: questo da un lato rappresenta una ricchezza di crescita reciproca notevole, dall’altro lato complica i rapporti in quelle situazioni in cui il dipendente “non funziona” come dovrebbe. Queste situazioni sono molto difficili da gestire e lasciano sempre sul campo feriti gravi in entrambi gli schieramenti… non senza una profonda amarezza e senso di delusione.
Qualcuno vuole raccontare qualche esperienza di “difficile gestione”?

martedì 8 aprile 2008

Selezione o test di sopravvivenza?

Un amico mi ha raccontato di aver partecipato una volta a una selezione per un tour operator che lo ha sconvolto per le modalità con cui si è svolto. E’ stato convocato una mattina alle ore 8.30 e gli hanno detto che avrebbe dovuto sostenere una prova di gruppo ed un colloquio individuale. Appena arrivato ha compilato i soliti formulari con i dati personali e la privacy e si è trovato in una stanza con 40 persone che erano lì con il suo stesso obiettivo. Passano le ore e nessuno si fa vivo. Alle ore 15 iniziano le prime defezioni: gente stanca di aspettare e che si sentiva presa in giro comincia l’esodo. Alle ore 18 erano rimasti ormai in 8… alle ore 18.15 si presenta un responsabile del tour operator per comunicare ai “sopravvissuti” che sarebbero stati assunti senza nessuna ulteriore prova di selezione né colloquio ma solo sulla base dell’aderenza del loro curriculum vitae al profilo ricercato. Questo amico ha rifiutato l’offerta!
A voi è mai capitato? Cosa ne pensate? Queste selezioni che immagine danno dell’azienda che le effettua?

martedì 18 marzo 2008

E-learning, blendend o formazione tradizionale?

Internet offre svariate possibilità di acquisire informazioni su qualsiasi aspetto anche professionale della nostra vita quotidiana, senza rendercene conto assimiliamo quantità di informazioni non strutturate che spesso scambiamo per formazione.
Nonostante ciò, l’ e-learning (formazione a distanza) stenta a decollare o comunque non è ancora utilizzata sfruttandone al pieno le potenzialità.
Per quale motivo?
Un motivo è sicuramente legato al fatto che sempre più spesso si tende a confondere la formazione a distanza con qualsiasi tipo di percorso formativo erogato tramite tecnologia informatica: ad esempio tramite cd-rom, internet, intranet..mentre l’e-learning è molto più di questo!
L’e-learning di terza generazione si basa su una piattaforme certificata e tecnologie avanzate che permettono ad esempio di tracciare la frequenza ai corsi e le attività formative dell’utente.
Tutte le informazioni vengono in questo modo memorizzate (indicizzate) consentendo all’utente di accedere al proprio percorso formativo in qualsiasi momento e da qualsiasi computer collegato ad internet.
Con la presenza del tutor e la partecipazione reale alla comunità ed alle aule virtuali si produce un un reale e fattivo processo di apprendimento con la creazione di lavagne condivise, videoconferenze, forum di discussioni, accesso ai materiali didattici….
Inoltre per gli amanti della formazione tradizionale, l’e.learning può inserirsi anche in un percorso formativo d’aula con la cosiddetta “blended ” percorsi misti in cui la componente on line si affianca integrandola e arricchendola al percorso d’aula.
E-learning è tutto questo e molto di più: è la possibilità di avere i crediti formativi, e per le aziende di effettuare e certificare i corsi obbligatori per legge (626, privacy, …..).
E voi avete mai frequentato un’aula virtuale o un percorso on line? e di quale tipo?
Che risultati avete ottenuto?

martedì 26 febbraio 2008

Lo Stage: un mondo di opportunità e contraddizioni

La Commissione Europea ha annunciato di recente che l’anno prossimo metterà in atto
misure preventive per “promuovere l’uso e combattere l’abuso” dello stage.
Il tirocinio formativo in azienda è uno strumento molto importante se utilizzato per dare la possibilità ai giovani in cerca di occupazione di farsi un’idea concreta e realistica di cosa significhi vivere e lavorare in azienda.
Per i neolaureati è un ottimo trampolino di lancio anche per capire quali siano le proprie naturali inclinazioni e capacità da sviluppare e dunque quali strade percorrere per crescere professionalmente.
Ma spesso lo stage viene utilizzato in azienda non con questo reale obiettivo poiché essendo uno strumento molto flessibile se ne abusa attraverso un utilizzo poco corretto.
In questo modo il valore formativo viene meno e troppo spesso i giovani rischiano di passare da uno stage all’altro senza acquisire competenze.
Una iniziativa per creare occupazione stabile attraverso il tirocinio è sicuramente quella avviata dalla Regione Lombardia con il progetto LaborLab rivolto a donne laureate da almeno un anno in discipline considerate deboli, disoccupate, residenti o domiciliate a Milano e in provincia.
Si offre l’opportunità a 500 candidate di usufruire di una dote formativa a copertura di un periodo di tirocinio formativo di massimo cinque mesi finalizzato ad un successivo inserimento lavorativo.
Cosa ne pensi tu dello stage? E’ una reale opportunità per entrare in azienda?

lunedì 21 gennaio 2008

Metalmeccanici, accordo raggiunto!

Fumata bianca per il rinnovo del contratto dei Metalmeccanici.
Il ministro del Lavoro Cesare Damiano si ritiene molto soddisfatto dell’intesa raggiunta e sostiene che “…è un risultato di grande rilevanza sia per i lavoratori ma soprattutto per il Paese che ha bisogno di stabilità e certezze”.
Ha sottolineato, inoltre, che con questo accordo miglioreranno le tutele dei lavoratori e le retribuzioni mentre le imprese potranno accrescere la loro competitività e flessibilità.
Oltre, infatti, all’aumento salariale e all’una tantum che verrà retribuita in un’unica tranche come compenso al ritardo con cui si è giunti al rinnovo del contratto, sono previsti alcuni compromessi e intese, quelli degli straordinari e dei permessi ad esempio, che avvantaggiano le imprese.
Dunque per la prima volta sono stati considerati, secondo il ministro Damiano, sia gli interessi dei lavoratori sia quelli degli imprenditori trovando un giusto compromesso ed equilibrio per far ripartire l’impresa.
Pensate che questa sia la strada giusta da percorrere per recuperare la concertazione e dare stabilità e fiducia al paese in un momento così delicato?

martedì 8 gennaio 2008

L'Italia è davvero ripartita?

Siamo da poco rientrati dalle festività e già appare preoccupante l’aumento dei prezzi fotografato dall’Istat e l’inflazione registrata nel mese di dicembre. Vero è che il fenomeno è preoccupante anche a livello mondiale ed europeo, infatti nella stessa Europa il tasso di inflazione resta superiore al nostro. Secondo il parere del nostro Ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, è necessario “fare di più”, su più fronti: contrastando eventuali speculazioni anche con l’aiuto di una nuova convenzione con la Guardia di Finanza, approvando nuove liberalizzazioni e soprattutto rafforzando i redditi da lavoro con decisioni da prendere in materia di contratti di lavoro e di agevolazioni fiscali. A peggiorare la situazione per le famiglie italiane, come affermano le Associazioni dei consumatori, saranno proprio i rincari sui beni necessari ed essenziali: gli alimenti, l’elettricità, il gas, la nettezza urbana, il riscaldamento, la benzina, il bollo delle auto, i pedaggi autostradali, le assicurazioni…

E voi come pensate di affrontare l’aumento della spesa famigliare? Pensate che le soluzioni prospettate dal nostro ministro siano sufficienti?